La particolarità del pensiero evoliano non sta solo nella capacità di fornire risposte differenti (nella forma) eppure simili (nei contenuti) al problema della modernità dal punto di vista dell’Individuo, ma anche nella sua adattabilità nel momento in cui decide di affrontare questo problemadal punto di vista della Storia della civiltà. Le proposte evoliane di un Imperialismo pagano e di un’Europa sovranazionale, così come quella di una élite spirituale eroico-guerriera, avanzate a partire dalla fine degli anni Venti, seguono infatti lo stesso binario tracciato durante la fase più propriamente speculativa-estetica-filosofica. È come se Evola si fosse posto il compito, da un preciso momento in poi (identificabile nel 1928, anno di Imperialismo pagano), di “ampliare” l’offerta di una risposta al problema della modernità dal singolo alla comunità.

È in questo solco che s’inserisce il senso dell’azione culturale in ambito mitteleuropeo che il filosofo svolse, nel corso degli anni Trenta e Quaranta, attraverso le conferenze e gli articoli presentati per la prima volta in traduzione italiana nel volume Dal Mediterraneo al Nord olimpico, fresco di stampa per Edizioni Mediterranee. Ne parlerà il 27 dicembre presso la libreria Controcorrente di Napoli il curatore, Emanuele La Rosa.