Il 24 ottobre 2025 è stata inaugurata al Museo del Novecento di Milano la mostra Enrico Crispolti. La critica in atto, omaggio al compianto storico dell’arte, critico militante e docente universitario, tra le voci più influenti per gli studi sulla prima e seconda metà del Novecento.
L’esposizione, promossa dal Comune di Milano, curata da Luca Pietro Nicoletti in collaborazione con l’Associazione Archivio Enrico Crispolti APS, ricostruisce la biografia intellettuale del critico attraverso una ricca selezione di materiali, in gran parte inediti, provenienti dal suo archivio personale romano: libri annotati, appunti, corrispondenze, fotografie, contributi audio e video, manifesti e documenti editoriali.

Nel percorso espositivo, articolato in quattordici sezioni, vengono messi in luce i passaggi chiave della ricerca di Crispolti, soprattutto la sua «capacità progettuale» che, come afferma Nicoletti, era frutto di «una dedizione costante e infaticabile» all’Arte.
Negli anni Sessanta, grazie alla sua opera di ricerca orientata alla riscoperta degli artisti del movimento futurista, Crispolti ha riportato per la prima volta alla luce l’opera pittorica di Julius Evola, sottolineandone la straordinaria funzione di cesura tra l’avanguardia dei futuristi e il Dadaismo, nonché la sua rilevanza nell’ambito dell’arte moderna europea.
In una teca dell’esposizione sottolineiamo la presenza di due documenti storici di notevole rilevanza: una pagina del quaderno di appunti nel quale Crispolti documentò il lavoro di ricerca che emergeva dai dipinti di Evola, disegnandone a sua volta i particolari più rilevanti, e il primo volume della raccolta degli scritti intitolati Dada a Roma. Contributo alla partecipazione italiana al dadaismo, apparsi sulla rivista «Palatino», pubblicati a puntate tra il 1966 e il 1968, che aprirono la strada agli studi critici sull’esperienza artistica di Evola e degli allora misconosciuti dadaisti italiani.

La mostra Enrico Crispolti. La critica in atto, ospitata nello spazio Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari al quarto piano del Museo del Novecento, dimostra quanto il lavoro di ricerca storica, metodologica e documentale, se portata avanti da critici coraggiosi e determinati come Crispolti, sia stata fondamentale per comprendere l’Arte al di là di ogni pregiudizio.
La Fondazione Julius Evola ringrazia l’Archivio Enrico Crispolti per l’attenzione che ha sempre riservato alle opere di Julius Evola che, a sua volta, considerava Crispolti una persona speciale: negli anni Sessanta aveva ridato lustro alla sua pittura, riconoscendone il valore e il carattere astratto ed esoterico. Il CSEART Comitato Scientifico per Evola Artista esprime un vivo ringraziamento a Livia Crispolti.